altratella.it, che fare?

Abbiamo lanciato l'hashtag #altratellachefare? per decidere insieme cosa può essere domani questo (non-) luogo e spazio. PARTECIPA ANCHE TU! Leggi tutto

La discarica di Atella nel disastro rifiuti lucano

Un'interessantissima video-inchiesta sui rifiuti e il loro smaltimento, analizzando la questione e i suoi sviluppi nell'area del Vulture. E in quest'area ricade anche la discarica di Atella di località Cafaro, discarica che rientra a pieno titolo nell'enorme business legato allo smaltimento dei rifiuti. Leggi tutto

AAA acque minerali lucane in svendita

Nell'anno 2012 la regione Basilicata ha introitato la ridicola cifra di 323.464 euro dai canoni per l'imbottigliamento delle acque minerali, se si applicasse un canone equo (come suggerito dagli autori della ricerca) di 10 euro/mc la nostra regione incasserebbe 9,2 milioni di euro. Leggi tutto

Il tuo voto ad un uomo così

"Amico mio, chissà quante volte tu hai dato il tuo voto, ad un uomo poli­tico così, cioè corrotto, ignorante e stupido, sol perché una volta insedia­to al posto di potere egli ti poteva ga­rantire una raccomandazione, la pro­mozione ad un concorso, l’assunzione di un tuo parente, una licenza edilizia di sgarro.
Così facendo tu e milioni di altri cittadini italiani avete riempito i par­lamenti e le assemblee regionali e co­munali degli uomini peggiori, spiri­tualmente più laidi, più disponibili alla truffa civile, più dannosi alla so­cietà.
Di tutto quello che accade oggi in questa nazione, la prima e maggiore colpa è tua".

Giuseppe Fava detto Pippo (1925 - 1984)

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mercoledì, luglio 10, 2013

ATELLAonLIVE '13, 100% made in Lucania il 6 Agosto

Da 7 anni ormai ad Atella non fa estate senza Atella on Live. Così anche quest'anno, il 6 agosto sarà la volta della settima edizione del festival che definire solo musicale è riduttivo...
Dopo le ultime edizioni tenutesi nella piazza Gramsci della cittadina angioina, quest'anno l'iniziativa ritorna nella suggestiva cornice dei giardini del palazzo Saraceno, luogo che si sposa alla perfezione con l'anima e l'atmosfera che accompagna l'evento.

100% made in lucania è il leit motiv di quest'edizione, a sottolineare la provenienza tutta interna alla regione Basilicata degli ospiti che saranno presenti a partire dal pomeriggio fino a notte inoltrata. Si comincia alle 16 e 30 in compagnia degli street artists potentini Glue Squad World Wide: "gruppo che nasce dall'idea comune di arredare l'ambiente in cui viviamo, arredarlo artisticamente, superando l'atto vandalico e nobilitando l'uso della carta. L' obiettivo è di collaborare liberamente con tutti gli street artist rendendo migliori le nostre città." (pagina facebook del gruppo qui). Il tutto affiancato da dj set e dalle realizzazioni del maestro vetrinista e writer per passione di Potenza Den Writing.

Alle 21:30 sarà la volta degli Arkestra Lab, gruppo musicale ed artistico rionerese diretto dal maestro Donato Pitoia, note e parole che si diffonderanno nel giardino incantato ed incantevole... (pagina facebook del gruppo qui)
Alle 22:30 concerto degli Esquilito, band di Bernalda (Matera) e vincitrice dell'edizione 2012 dell'Italia Wave Basilicata e arrivata, pertanto, a suonare sul palco dell'Arezzo Wave Love Festival. "La musica della banda ha una base pop ma include influenze che vanno dal post-rock al punk, dal funk all'indie...il tutto condito dall'utilizzo della lingua inglese, che da un tocco di internazionalità al progetto."  (sito internet del gruppo qui)

A riprova delle sensibilità e dei valori del festival e dei suoi organizzatori, durante la giornata sarà presente un banchetto per la raccolta firme per la legge d'iniziativa popolare Rifiuti Zero (maggiori informazioni qui).

L'Atella on Live rientra nel calendario estivo della Proloco Vitalba di Atella ed è supportata dal comune di Atella - Assessorato alla Cultura, dalla regione Basilicata, dall'Agenzia di Promozione Turistica della Basilicata e rientra nella rete Sistema Vulture. L'ingresso è con un contributo di 1 euro.

Maggiori info sul sito dell'evento qui oppure al 349 8384766 (Ferdinando Coviello)
Per l'Atella on Live
Alessandro Pietropinto

martedì, giugno 04, 2013

Atella alle Ofantiadi 2013

Le Ofantiadi sono una manifestazione sportiva multidisciplinare organizzata sulla falsa riga dei giochi olimpici cui parteciperanno i paesi che si affacciano sul fiume Ofanto e non...
Sono il più importante evento sportivo/ ricreativo per atleti di genere e generazioni diverse della nostra area e si tengono con cadenza biennale.
Si svolgeranno gare per tutte le discipline sportive (ma non solo) nelle strutture dei comuni della Valle dell'Ofanto durante il mese di Agosto.

Analogamente a quanto avviene per le Olimpiadi, ogni comune può partecipare alle competizioni presentando una o più squadre per ogni disciplina. L'elenco completo delle discipline disponibili è visibile sul sito ufficiale http://ofantiadi.teamartist.com/.
Chiunque volesse partecipare può inviare alla pagina la propria disponibilità indicando la disciplina preferita.
Sei un/un' atellano/a, o con una parentela di primo grado ad Atella, e vuoi partecipare alla manifestazione? 
Contatta la pagina facebook dedicata qui
Oppure chiama Pasquale al numero 329 876 3716

FAI VINCERE LO SPOT GIRATO AD ATELLA!
Atellani, giovani e meno giovani, hanno prodotto un simpaticissimo spot che partecipa al concorso interno alla manifestazione "Realizza lo spot e vinci", in cui il video che otterà più "Mi piace" vincerà € 300,00 (in caso di vittoria del video atellano, tale somma costituirà una base per le spese del team angioino).
Contribuisci anche tu alla vittoria del video interamente prodotto e girato ad Atella: vai alla pagina https://www.facebook.com/OFANTIADI/posts/268789213260208?notif_t=like e metti "Mi piace" al video "OFANTIADI 2013 - Ooooh che sò quest 'fantiadi?"

Di seguito lo spot:

martedì, dicembre 11, 2012

Dal 27 al 30 Dicembre II° edizione di "Metti a fuoco"

L'associazione di promozione sociale "gap - Idee in divergenza" di Atella, per il secondo anno consecutivo, organizza "Metti a fuoco" dal 27 al 30 Dicembre 2012 nei locali del Palazzo Saraceno della cittadina angioina.
L'iniziativa è promossa con il contributo della Pro Loco Vitalba, del comune di Atella e con la collaborazione di Emergency di Basilicata e vedrà la partecipazione di oltre una decina di fotografi e un programma fitto di appuntamenti tra cui il contest fotografico "luci e ombre".

L'apertura della mostra è prevista per le ore 18 di ogni giorno in calendario. Il 27 Dicembre, dopo la presentazione dei fotografi partecipanti, alle ore 21 sarà proiettato "City of God", mentre alle ore 21 del giorno successivo, 28 Dicembre, sarà la volta del dj set con James Laco b2b e Stefano Sabia, mentre a partire dalle ore 22 sincretismi audiofotografici "living on this train" a cura di Alfredo Chiarappa e dj Spike Moue. Guida al racconto personale "Chi sono io" a cura di Francesco Amorosino alle ore 21 del 29 Dicembre.
Nella giornata conclusiva del 30 Dicembre, spettacolo per bambini "Dei ed eroi" - Teatro delle ombre a cura di Domenico Collucci offerto dall'associazione "gap - Idee in divergenza" e Pro Loco Vitalba di Atella; alle 21:30 presentazione del nuovo calendario di Emergency 2013 a cura di Piero Ragone e alle ore 22 spazio creativo con il nuovo vignettificio di Giulio Laurenzi.
Chiusura della 4 giorni di fotografia, creatività e solidarietà alle 22:30 con la premiazione dei vincitori del contest "luci e ombre".

Durante la manifestazione, tante le attività correlate, banchetti informativi, aperitivi...

Questo il link della pagina facebook dell'evento.
Per l'associazione "gap - Idee in divergenza"
Alessandro Pietropinto





sabato, agosto 25, 2012

Report della presentazione di "Trivelle d'Italia"

Di seguito un breve report della serata di presentazione del libro del giornalista Pietro Dommarco, "Trivelle d'Italia", tenutasi ad Atella lo scorso 21 Agosto. Un appassionante sunto dell'iniziativa per mano dell'altrettanto appassionato attivista dell'Organizzazione Lucana Ambientalista, Vito L'Erario.

Ebbene si, alla fine ho deciso di scrivere qualcosa dopo la presentazione del libro "Trivelle d'Italia" dell'amico Pietro Dommarco (Altreconomia edizioni) che si è tenuta lo scorso 21 agosto ad Atella (Pz), una piccola cittadina alle porte del Vulture.

Prima di tutto, per me è stata sicuramente un'occasione d'oro per farmi conoscere meglio, visto che ad Atella ci lavoro. Un paese strano, Atella, un paese dove in questi anni mi è successo l'inverosimile, un paese dalle mille contraddizioni. 

Sedere tra i relatori, in quel posto - per me un posto di "penitenza" in virtù delle poco chiare condizioni lavorative - è stato motivo di grande soddisfazione, io che sono abituato ad adattarmi, io che cerco nel mio piccolo di essere umile e disponibile con tutti, a patto che non scopro pugnalatori di mestiere. Ma questa è un'altra storia.


Insomma, quel 21 agosto lo ricorderò per sempre.


Dicevo, quindi, che in quella presentazione ero tra i relatori assieme ad Angelo Petrino (associazione "gap-idee in divergenza" di Atella), al moderatore Lorenzo Lupo (presidente del circolo culturale "La Torre" di Atella), e all'autore del testo Pietro Dommarco.

In sala una cinquantina di persone, più o meno, di varia "natura", ma nessun amministratore locale (a parte i soliti informatori-spioni o presunti "mazzieri").


Ma ora vorrei parlare del libro, di quello che ho cercato di dire per dare notizie in più in una realtà difficile, come quella di Atella, in cui il fenomeno dell'alcolismo (associato ad un grande disagio sociale) lo vedi ad occhi nudi, come in molti altri piccoli e medi centri del Vulture, e non solo.


Parlare di cultura, anche se questa volta di nicchia (petrolio e affini) fa sempre bene. Ecco perchè il libro di Pietro ad Atella, secondo il mio punto di vista, è stata una grande occasione per informarsi, confrontarsi, riflettere seriamente su quanto sta accadendo in materia mineraria nella nostra Italia e nella nostra piccola e "povera" Basilicata.
Trivelle d'Italia per me è un insieme di keywords (parole di ricerca) in cui trovi storie e analisi puntuali che ti fanno riflettere: la saggezza del topolino, estrarre petrolio costa meno di un vasetto di yogurt, Sicilia bedda, "sentieri" mortali, le giubbe rosse...e così via. Finestre aperte ad una discussione reale e non fantastica, anche da un punto di vista sociologico: di come cambiano i territori, di come cambiamo per via del Re Fossile.

Questo libro per me deve essere una sorta di apripista, un sentiero da tracciare, un'opera non esaustiva perchè sul petrolio ci sarebbe tanto da scrivere. Poi, se qualcuno si permette di blaterare che questo libro è copiato, allora significa due cose: 1. il libro non l'ha letto; 2. pura gelosia associata alla smania di protagonismo. Già. Chi legge capirà.
Trivelle d'Italia è quindi un'opera "incompiuta", ma questo l'autore lo sa. Traccia argomenti, li approfondisce intelligentemente, ma lascia spazio ad altre scritture, future. Pietro racconta storie di rifiuti petroliferi, di royalties, di benzina, di inquinamento delle matrici ambientali, di off-shore, dell'hub energetico e della nuova frontiera dello "Shale-Gas". Tutti argomenti trattati e descritti con somma conoscenza dei fatti, perchè Pietro è anche un'attivista militante impegnato da sempre.
 
Questo libro è da tenere nella propria libreria con gelosia, consultarlo periodicamente per costruirsi una base culturale solida, prima di avventurarsi in tematiche così difficili e impegnative come il petrolio nostrano. 
Concludo ringraziando Alessandro Pietropinto, le due associazioni organizzatrici dell'evento, e quei cittadini che hanno dedicato due ore del proprio tempo ad ascoltarci. Chiaramente un sentito grazie a Pietro Dommarco che ha creduto in me.

Trivelle d'Italia di Pietro Dommarco (Altreconomia edizioni)

Tratto da Il cobra senza occhiali

mercoledì, maggio 23, 2012

Proiezione film "Diaz" e a seguire dibattito a Rionero il 24 Maggio

E’ stata “la più grave sospensione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la Seconda Guerra Mondiale” aveva comunicato con sdegno Amnesty International. Un momento quello del G8 a Genova del 2001 nel quale la democrazia ha avuto una terribile sospensione nei propri diritti civili.  
In linea con tali considerazioni, l'Assessore alle politiche sociali della Provincia di Potenza, Paolo Pesacane, che da anni promuove la cultura della pace, della solidarietà e dei diritti umani (come l'iniziativa "percorsi umani"), in collaborazione con il CineClub Vittorio De Sica – BasilicataCinema di Rionero, ha inteso riaprire quella pagina, mediante la visione e il dibattito sul recente film che tanto fa discutere: DIAZ – Non pulire questo sangue, diretto da Daniele Vicari. Il film ha vinto, a febbraio, il Premio del Pubblico al Festival del Cinema di Berlino. Saranno presenti il regista Daniele Vicari, insieme all'on. Elettra Deiana (parlamentare ai tempi del G8 di Genova), ospiti a Rionero presso il Cinema Vorrasi, giovedì 24 maggio alle ore 20:00. Il sindaco di Rionero, Antonio Placido, introdurrà e prenderà parte al dibattito, insieme all’assessore Pesacane, e ad Armando Lostaglio, responsabile del “De Sica”, per l’approfondimento critico del film.
Daniele Vicari, dedito per vocazione ad un cinema di impegno civile, ricostruisce i nove interminabili minuti scatenati dalla polizia nell’inferno della scuola DIAZ di Genova durante il G8, in quel 21 luglio del 2001. La sua impeccabile regia si avvale di documenti e ricostruzioni giudiziarie. L’impegno civile di Vicari si delinea sull’onda lunga che fa di Elio Petri e di Francesco Rosi i cardini di un cinema, il nostro, ammirato e premiato nel mondo.
“Diaz” è uno squarcio di verità che allora non siamo stati capaci di cogliere” ha dichiarato Dario Argento, presente a Cannes in questi giorni col suo ultimo film.

Per Daniele Vicari è un ritorno in Basilicata, dopo aver il documentario “Il mio paese” del 2006, girato anche dalle nostre parti (trattando di “Aglianica”) e presentato alla Mostra di Venezia. La passione per questo genere si riverbera anche nelle sue prime produzioni di cortometraggi: “Il nuovo”, seguito poi da “Mari del Sud”, che tocca anche temi socio-ambientali. Nel 1997, collabora con Guido Chiesa, Davide Ferrario, Antonio Leotti, e Marco Simon Puccioni, nel documentario “Partigiani”, che racconta la lotta al nazismo e al fascismo della cittadina emiliana di Correggio (Reggio Emilia). Il genere documentaristico d'impegno socio-politico diventa per Vicari un filone dirigendo nel 1998 ben quattro corti: “Comunisti”, in cui descrive omicidi di sacerdoti cattolici per mano di partigiani comunisti nell'Italia dell'immediato dopoguerra; “Uomini e lupi”, ritratto sulla vita dei pastori del Gran Sasso, Bajram e Sesso, marmitte e videogames, un'acuta critica sulle passioni automobilistiche degli italiani. Nel 1999, dopo aver collaborato a “Non mi basta mai”, storia di cinque operai licenziati dalla FIAT nel 1980, dirigerà Morto che parla, dedicato all'attore pasoliniano Mario Cipriani, protagonista nel 1963 de “La ricotta” e presente anche in “Accattone”. Nel 2002, con “Velocità massima”, partecipa in concorso alla 59ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, e l'anno successivo vince il David di Donatello come miglior regista esordiente. Nel 2005, con “L'orizzonte degli eventi”, partecipa al Festival di Cannes nella sezione Semaine de la Critique. Nel 2007, con il documentario “Il mio paese”, riceve un secondo David di Donatello per il miglior documentario di lungometraggio. Nel 2012, con il film “Diaz - Don't Clean Up This Blood” vince ex aequo il Premio del pubblico al Festival di Berlino.

Chiara Lostaglio CineClub De Sica – BasilicataCinema

Dopo la proiezione del film incontro e dibattito con

Daniele VICARI | Regista

Alessandro MANTOVANI | Autore del libro "DIAZ processo alla polizia"

On. Elettra DEIANA | Parlamentare ai tempi del G8 di Genova

Antonio PLACIDO | Sindaco di Rionero in Vulture

Paolo PESACANE | Assessore alle Politiche Sociali Provincia di Potenza

Armando LOSTAGLIO | Cineclub "V. De Sica" - BasilicataCinema
Cinema Vorrasi – giovedì 24 maggio, ore 20:00

lunedì, aprile 23, 2012

Ora basta, non ce la facciamo più! Iniziativa il 24 Aprile a Rionero

In Italia già da anni vivevamo una situazione difficile, con il costo della vita tra i più alti in Europa, e salari tra i più bassi, un tasso di disoccupazione altissimo ( quella giovanile è al 30%) e precarietà e sfruttamento che sono la regola... nel mondo del lavoro.
Oggi il governo Monti (governo delle banche e della confindustria) per “risolvere la crisi” e “pagare il debito” non sa far altro che spremere ancora di più le famiglie e i lavoratori:  continui aumenti del prezzo della benzina, dei generi alimentari e dei beni di consumo, aumento dell’iva, introduzione dell’IMU, tagli ai salari e alle pensioni, taglio dell’articolo 18, della cassa integrazione, dell’indennità di mobilità e di tutti gli ammortizzatori sociali…

 Tutto questo mentre quelli che hanno creato questa crisi e questo debito continuano a ricevere favori dal governo, a fare profitti e ad arricchirsi: le banche e le lobby confindustriali ricevono ingenti finanziamenti pubblici e sgravi fiscali, e la casta di politici continua a mangiare alle nostre spalle…

 La popolazione è gettata sempre di più nella disperazione : ogni giorno leggiamo le notizie di persone che si tolgono la vita per la disperazione schiacciate dalla crisi, dai debiti e dalla mancanza di reddito. Disoccupati, padri di famiglia che perdono il lavoro, pensionati che si vedono tagliare la pensione, cassaintegrati, artigiani e piccoli imprenditori schiacciati dai debiti, famiglie che non riescono più a pagare l’affitto, che hanno perso la casa, che non sanno come mantenere i propri figli.

 E’ GIUNTO IL MOMENTO DI DIRE BASTA! ORGANIZZIAMOCI E LOTTIAMO CONTRO CHI CI VUOLE RUBARE IL NOSTRO DIRITTO A VIVERE CON DIGNITA’!

APERITIVO ANTICRISI + ASSEMBLEA PUBBLICA PER ORGANIZZARE L'OPPOSIZIONE SOCIALE AL GOVERNO DELL'AUSTERITA' E DELLE BANCHE!

APPUNTAMENTO MARTEDì 24 APRILE A RIONERO, IN PIAZZA G. FORTUNATO ALLE 18.

martedì, marzo 22, 2011

Precisazioni su "A difesa della Costituzione" e altratella

A seguito dell'acceso dibattito scatenatosi sul post collegato all'iniziativa "Atella a difesa della Costituzione", sono doverose alcune precisazioni.
Lo ammettiamo: l'azione "A difesa della Costituzione" è avvenuta senza autorizzazione regolare, è stata un'"action guerrilla", un'iniziativa inusuale(almeno per il nostro paese) messa su, quasi improvvisando, da un gruppo di giovani atellani informati sulla situazione della nostra nazione, con a cuore i diritti e la scuola pubblica e stanchi del passivismo che colpisce i nostri giovani compaesani. Pertanto rivendichiamo in toto l'opportunità e le modalità con cui s'è svolta.

sabato, marzo 12, 2011

Atella a difesa della Costituzione

Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra costituzione.
Piero Calamandrei

In occasione del Costituzione-Day del 12 Marzo, anche ad Atella, all'unisono con la manifestazione generale a Roma e con tante città d'Italia, ci siamo mobilitati a difesa della Costituzione, della scuola pubblica, dei diritti.

Pertanto abbiamo pensato di fare un'iniziativa creativa: preparati dei cartelloni con su scritto gli articoli della costituzione che più ci sono piaciuti e frasi in sua difesa abbiamo "addobbato" (la scorsa notte) i monumenti e le vie principali di Atella...così sabato 12 Marzo gli atellani si sono svegliati e hanno trovato il proprio paese "addobbato a Costituzione".
Il fine è  stato quello di sensibilizzare l'opinione pubblica sul pericolo di revisione costituzionale caratterizzato da una deriva totalitaria e liberticida, e far conoscere ai più la modernità della nostra costituzione, che se solo venisse attuata renderebbe l'Italia un paese migliore.

mercoledì, febbraio 09, 2011

Appello alla mobilitazione delle donne Domenica 13 Febbraio 2011

In Italia la maggioranza delle donne lavora fuori o dentro casa, crea ricchezza, cerca un lavoro (e una su due non ci riesce), studia, si sacrifica per affermarsi nella professione che si è scelta, si prende cura delle relazioni affettive e familiari, occupandosi di figli, mariti, genitori anziani.
Tante sono impegnate nella vita pubblica, in tutti i partiti, nei sindacati, nelle imprese, nelle associazioni e nel volontariato allo scopo di rendere più civile, più ricca e accogliente la società in cui vivono. Hanno considerazione e rispetto di sé, della libertà e della dignità femminile ottenute con il contributo di tante generazioni di donne che – va ricordato nel 150esimo dell'unità d'Italia – hanno costruito la nazione democratica.

venerdì, ottobre 15, 2010

Domani in piazza l'Italia civile

Il segretario generale della Fiom, Landini, e i principali dirigenti regionali, hanno aderito all’appello con il quale invitavamo la società civile a scendere al più presto in piazza con queste “parole d’ordine”:

FUORI BERLUSCONI
REALIZZIAMO LA COSTITUZIONE
VIA I CRIMINALI DAL POTERE
RESTITUIRE LE TELEVISIONI AL PLURALISMO
ELEZIONI DEMOCRATICHE

L’adesione dei dirigenti Fiom ci sembra di straordinaria importanza. Anche perché nel tempo trascorso dal nostro appello la situazione in Italia si è modificata e aggravata: il regime Berlusconi è diventato il regime Berlusconi-Marchionne. La pretesa di calpestare i diritti costituzionali nello stabilimento Fiat di Pomigliano è diventata la linea dell’intera Federmeccanica, con l’avvallo infine dell’intera Confindustria spalleggiata dal sostegno del governo. La volontà di assassinare la Costituzione, di cui parlavamo nel nostro appello, tracima oltre il berlusconismo tradizionale, appartiene ormai al regime Berlusconi-Marchionne.

Ecco perché sentiamo il dovere di rilanciare con convinzione ancora più forte il nostro appello, precisando però la data dell’appuntamento e – da un generico “al più presto” – facendola coincidere con la giornata di lotta già indetta dai metalmeccanici Fiom per il 16 ottobre.

Quella del 16 ottobre, indetta dalla Fiom, è ovviamente una manifestazione sindacale. Che però esplicitamente fa riferimento ai diritti generali e costituzionali oggi messi a repentaglio. Non sarebbe la prima volta che ad una manifestazione sindacale si affianca in sinergia una autonoma e bene accolta presenza politica: il 1 maggio del 1968 un grande corteo del movimento studentesco partì dalla “Sapienza” per confluire a san Giovanni, e un rappresentante di quelle lotte fu invitato dalla Cgil a parlare dal palco. Nel 2002 movimenti civili e no-global parteciparono con appuntamenti autonomi alla giornata di lotta sindacale conclusasi al circo Massimo, e in tutti gli scorsi decenni analoghe virtuose “ibridazioni” furono realizzate più volte.

Rinnoviamo perciò il nostro appello alla società civile, associazioni, club, volontariato, gruppi viola, e a tutte le personalità che hanno il privilegio e la responsabilità della visibilità pubblica, perché si impegnino tutti, individualmente e direttamente, a fare del 16 ottobre una indimenticabile giornata di passione civile.

Andrea Camilleri
Paolo Flores d’Arcais
Don Andrea Gallo
Margherita Hack

sabato, luglio 17, 2010

Melfi non ci sta «Fiat sbaglia»

Alla porta Venosina ci arrivano in un migliaio, cittadini lucani, delegazioni, i gonfaloni dei comuni limitrofi, ma soprattutto loro, tantissimi, quelli di San Nicola, con le T-shirt blu della Sata. Da lontano potrebbero anche essere scambiati per tifosi dell’Italia, se non fosse che oltre a essere stati eliminati da tempo e malamente dai mondiali in Sud Africa, a Melfi venerdì, nel giorno più cocente, dell’anno più caldo di sempre, per sfilare tre ore sotto il sole di un centro cittadino incandescente si deve avere un ottimo motivo, e non è il calcio.
Per chi ancora non lo sapesse, dal megafono le preghiere degli operai chiariscono il tutto: «Giovanni, ti prego scendi, abbiamo ottenuto quello che volevamo, il paese ci ascolta, tutti sanno ormai che siete stati licenziati ingiustamente». Ma Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatello, guardano la folla dalle mura medievali e non accennano a smuoversi. Giù ci sono le famiglie, gli amici, l’intero direttivo della Fiom nazionale, le tute blu di Pomigliano, i colleghi che ormai scioperano da 5 giorni, e nonostante la cig e il peso sullo stipendio continuano a lottare per i diritti di tutti.Giovanni, capelli lunghi e brizzolati parla, gli passano un megafono e Antonio regge l’ombrello, unico e magro riparo da temperature che tolgono il fiato. Ringrazia tutti, visibilmente commosso per il corteo che ha portato la solidarietàdi tanti - tra cui anche il governatore della Puglia Nichi Vendola - sotto la porta della protesta. «Siamo qui da tre giorni, questo presidio – dice – serve a rompere il muro del silenzio che si è alzato attorno alla nostra vicenda, ma ancor di più serve come messaggio all’azienda che non può azzerare i nostri diritti». «Sì ma ora scendi, servi davanti ai cancelli, vieni con noi, continueremo la battaglia», si sgola Pina con a fianco i cartelloni simbolo di questa protesta: «Ho difeso un uomo» e «Noi puzziamo di sudore, voi di sangue operaio». La fidanzata di Giovanni, capelli raccolti e occhiali da sole non dice una parola, ma l’espressione rasenta la disperazione.Qualcuno chiama il 118, Marco Pignatello ha avuto un malore, arrivano anche i vigili del fuoco, che fanno fatica ad aprire la porta delle scale interne che conduce in cima. Gli animi si scaldano, «la Fiat pure le chiavi si è rubata», urlauna donna che tiene per mano due ragazzini dall’aria avvilita, qualcuno perde la pazienza: «prendete una scala», ma alla fine il piede di porco fa il suo mestiere. Scendono i tre operai licenziati, tutti iscritti alla Fiom, accusati di aver sabotato un robot durante uno sciopero e impedito di far lavorare chi non aveva voluto incrociare le braccia. Applausi, abbracci, ma Marco viene steso immediatamente su una barella e attaccato a una flebo, è disidratato, probabilmente ha accusato un colpo di calore, e parte verso l’ospedale. «Già nella notte si vedeva che era molto provato - spiega Giovanni – è incredibile cosa si debba fare per avere un po’ di verità». Domani saranno già davanti allo stabilimento, Antonio dice poche parole: «È stata dura, abbiamo resistito a queste temperature, solo perché non riuscivamo a sopportare che non si sapesse la verità».La loro verità la spiega il segretario della Basilicata Emanuele De Nicola: «Quella macchina non l’hanno mai toccata – dice – ora procederemo con l’articolo 28, e accuseremo l’azienda di comportamento antisindacale». Tira unsospiro di sollievo anche la moglie di Antonio, Nina che ha aspettato fino all’ultimo insieme ai due figli: «Ora basta, agiremo per le vie legali – dice – ma è incredibile cosa si debba arrivare a fare per avere un po’ di giustizia». GiorgioCremaschi della segreteria Fiom, l’abbraccia e le dice: «Se continuano con questa storia dei sabotatori (riferendosi alle parole del presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ndr) li quereliamo». Lo ribadisce anche il segretario Maurizio Landini, che finalmente sorride un po’, e poi dice: «La Fiat farebbe meglio a ritirare questi licenziamenti e a riaprire la trattativa.È chiaro che cinque licenziati in 10 giorni fanno parte del disegno di restaurazione d’autorità dell’azienda, una risposta al fatto che il ricatto di Pomigliano non è passato. Ma nelle fabbriche ci vuole il consenso dei lavoratori». Ora la battaglia però deve proseguire e Landini lo aveva anche detto pochi minuti prima dal palco sistemato sotto la porta, annunciando le cifredello sciopero che, al contrario di quanto dica Sergio Bonanni, leader della Cisl, sono state un successo, dal 70 al 90% negli stabilimenti di tutta Italia.Così già lunedì a Roma è stato convocato il coordinamento nazionale Fiom del gruppo Fiat, mentre martedì si riunirà il comitato centrale per decidere le prossime iniziative, per tutto il Sud. «Andremo anche noi nella capitale – spiega Giuseppe Dinarelli, uno dei tanti arrivato dall’ormai ex-Alfa di Pomigliano, altro luogo di crisi – dobbiamo essere tutti uniti per combattere insieme questa battaglia».
E si perché oggi in piazza agli operai di Campania e Basilicata sembra alquanto chiaro il piano del Lingotto: «Da una quindicina di giorni in fabbrica c’è molta più tensione – ci dice Cosimo Martino, addetto alla lastratura, impiegato a Melfi dal 1997 – il progetto è chiaro vogliono abolire il diritto di sciopero, ma noi non torneremo indietro».Pervade tutti un senso di insicurezza e rabbia, perché le ritorsioni ricadono solo sugli iscritti della Fiom. Maria lavora alle linee del montaggio, ha 37 anni ma sembra una ragazzina: «I carichi di lavoro si sono fatti sempre più pesanti – racconta – hanno aumentato improvvisamente la produzione senza aggiungerenemmeno un operaio in più. Da questo è nato il nostro sciopero, ma ora la sensazione è quella che ci vogliono proprio piegare. Non ci riusciranno, da lunedì saremo nuovamente davanti ai cancelli».
La giornata per il momento è finita, si raccolgono le ultime bottiglie d’acqua,si arrotolano bandiere e striscioni, paonazzi e sudati si va a casa, ma non è finita, è solo l’inizio.

mercoledì, luglio 14, 2010

Melfi e la Basilicata non si piegano

“L’azione di ritorsione e di intimidazione che la Fiat sta facendo a Melfi, licenziando due delegati Fiom e un operaio del montaggio, è certamente la continuazione dell’opera di smantellamento di ogni relazione industriale degna di questo nome che con il piano di Pomigliano l’azienda di Torino intende avviare. Ma è anche qualcosa di più. Rappresenta il desiderio di rivincita sulla lotta vittoriosa dei ventuno giorni il cui accordo Marchionne, appena insediato alla guida della casa torinese, dovette ingoiare.Da allora Melfi è stata per lui quasi un’ossessione. E per smantellare l’organizzazione sindacale più rappresentativa è ricorso a tutti i mezzi: nel 2007 all’accusa di terrorismo rivelatasi immediatamente del tutto infondata, oggi a un addebito che la testimonianza di centinaia di lavoratori hanno dichiarato essere del tutto senza riscontri.Ci troviamo di fronte a una classe dirigente senza onore. E, come ha affermato Marco Revelli, in Fiat oggi si consuma non solo un aspro conflitto sociale ma anche una “questione morale”.Come nel 2004 è necessaria una sollevazione di tutta l’opinione pubblica della Basilicata e che le istituzioni regionali facciano sentire con forza la loro voce contro questi licenziamenti ingiusti e alla prepotenza della Fiat”

Piero Di SienaPresidente dell’Associazione per il Rinnovamento della Sinistra e ex Senatore del Collegio di Melfi.

Il video dell'Intervento di Giovanni Barozzino(operai e delegato FIOM alla Fiat SATA di Melfi) al Comitato Politico Nazionale di Sinistra Ecologia Libertà.


mercoledì, maggio 27, 2009

PRATICHE LOCALI per fronteggiare la CRISI GLOBALE

Domenica 31 maggio 2009 alle ore 21.00, in piazza Gramsci,
proiezione della VIDEO-INCHIESTA:
l'ANTICASTA- L'Italia che funziona
Questa VIDEO-INCHIESTA racconta un appassionante viaggio nei Comuni dell'Italia a 5 stelle, alla scoperta di persone e progetti che se non fossero veri sembrerebbero incredibili.
Uno schiaffo all'immobilismo della politica e agli sprechi della CASTA, l'esempio concreto che un altro modo di fare politica non solo è possibile, ma si sta già facendo.
Realtà straordinarie dal punto di vista del risparmio energetico e economico, della mobilità sostenibile, della produzione di energia da fonti rinnovabili, della gestione dei rifiuti, dell'acqua e del territorio...
Successi indiscutibili che mostrano la concretezza di scelte alternative divenute possibili attraverso un grande coinvolgimento della popolazione, chiamata a partecipare attivamente alle decisioni che riguardano l'interacomunità.Migliaia di cittadini impegnati nella costruzione di un domani migliore.Per quanti sognano ancora di “cambiare il Paese”, piuttosto che di “cambiare Paese”.
La denuncia coraggiosa della Casta, che inizialmente aveva alimentato grandi speranze di cambiamento, ha finito per generare invece, alla lunga, un diffuso senso di impotenza, una profonda disillusione e un conseguente distacco dalla politica.
Proprio questo, paradossalmente, consente alla Casta di conservare indisturbata e addirittura di aumentare i propri privilegi e gli sprechi!
Per evitare di mettersi realmente in discussione e per legittimare se stessa la Casta ha dipinto mediaticamente l'intera Italia come un paese malato che condivide i vizi e le carenze dei propri rappresentanti politici, i quali sono così apparsi essenzialmente "rappresentativi" del popolo.
Tuttavia esiste anche un'altra Italia, fatta di tante persone oneste -non solo nella società civile, ma anche nelle istituzioni locali- che si battono ogni giorno per un paese migliore e che stanno già dimostrando con i fatti che le alternative concrete esistono.Il cambiamento, ancora una volta nella storia, non può che partire dal basso.E per fortuna questo sta già accadendo!Contributi di Alex Zanotelli, Francesco Gesualdi, Franca Rame, Maurizio Pallante, Jacopo Fo, Andrea Segré, Edoardo Salzano...

domenica, settembre 21, 2008

Un’altra Italia Un’altra Politica

Le politiche aggressive del Governo di centrodestra, sostenute in primo luogo da Confindustria, disegnano il quadro di un’Italia ripiegata su se stessa e che guarda con paura al futuro, un Paese dove pochi comandano, in cui il lavoro viene continuamente umiliato e mortificato, nel quale l’emergenza è evocata costantemente per giustificare la restaurazione di una società classista razzista e sessista. Che vede nei poveri, nei marginali enei differenti, i suoi principali nemici. Che nega, specie nei migranti, il riconoscimento di diritti di cittadinanza con leggi come la Bossi Fini che non solo generano clandestinità e lavoro nero, ma calpestano fondamentali valori di umanità.


Questa è la risposta delle destre alla crisi profonda, di cui quella finanziaria è solo un aspetto, che attraversa il processo di globalizzazione e le teorie liberiste che l’hanno sostenuto. Una risposta che, naturalmente,
ignora il fatto che solo un deciso mutamento del modello economico oggi operante può risolvere problemi drammatici, dei quali il più grave è la crisi ecologica planetaria. Spetta alla sinistra contrapporre un’altra idea
di società e un coerente programma in difesa della democrazia e delle condizioni di vita delle persone. E’ una risposta che non può tardare ed è l’unico modo per superare le conseguenze della sconfitta elettorale e
politica.?Ci proponiamo perciò di contribuire alla costruzione di un’opposizione che sappia parlare al Paese a partire dai seguenti obiettivi :

1.. riprendere un’azione per la pace e il disarmo di fronte a tutti i rischi di guerra, oggi particolarmente acuti nello scacchiere del Caucaso. La scommessa è ridare prospettiva a un ruolo dell’Europa quale principale protagonista di una politica che metta la parola fine all’unilateralismo dell’amministrazione Bush, al suo programma di scudo spaziale e di estensione delle basi militari nel mondo, all’occupazione in Iraq e Afghanistan (dove la presenza di truppe italiane non ha ormai alcuna giustificazione), ma anche alla sindrome da grande potenza che sta impossessandosi della Russia di Putin;
2.. imporre su larga scala un’azione di difesa di retribuzioni e pensioni falcidiate dal caro vita, il quale causa un malessere che la destra tenta di trasformare in egoismo sociale, guerra tra poveri, in un protezionismo economico del tutto insensibile al permanere di gravi squilibri tra il Nord e il Sud del mondo. Di fronte alla piaga degli “omicidi bianchi” è necessario intensificare i controlli e imporre l’applicazione delle sanzioni alle imprese. Si tratta inoltre di valorizzare tutte le forme di lavoro:

lottando contro precariato e lavoro nero, anche attraverso la determinazione di un nuovo quadro legislativo; sostenendo il reddito dei disoccupati e dei giovani inoccupati; ottenendo il riconoscimento di forme di lavoro informale e di economia solidale;
3.. respingere l’attacco alla scuola pubblica, all’Università alla ricerca e alla cultura, al servizio sanitario nazionale, ai diritti dei lavoratori e alla contrattazione collettiva. E’ una vera e propria demolizione attuata attraverso un’azione di tagli indiscriminati e di licenziamenti, l’introduzione di processi di privatizzazione, e un’offensiva ideologica improntata a un ritorno al passato di chiaro stampo reazionario (maestro unico, ecc.). L’obiettivo della destra al governo è colpire al cuore le istituzioni del welfare che garantiscono l’esercizio dei diritti di cittadinanza. L’affondo è costituito da un’ipotesi di federalismo fiscale deprivato di ogni principio di mutua solidarietà;
4.. rispondere con forza all’attacco contro le politiche volte a contrastare la violenza degli uomini contro le donne, riconoscendo il valore politico della lotta a tutte le forme di dominio patriarcale, dell’autodeterminazione delle donne e della libertà femminile nello spazio pubblico e nelle scelte personali;

5..sostenere il valore della laicità dello stato e riconoscere piena cittadinanza alle richieste dei movimenti Gay Lesbici Trans Queer per la pari dignità e l’uguaglianza dei diritti, e a quelle relative alla scelta del proprio destino biologico;
6.. sostenere le vertenze territoriali (No Tav, No Dal Molin, ecc.) che intendono intervenire democraticamente su temi di grande valore per le comunità, a partire dalle decisioni collettive sui temi ambientali, sulla salute e sui beni comuni., prima fra tutti l’acqua. Quella che si sta
affermando con la destra al governo è un’idea di comunità corporativa, egoista, rozza e cattiva, un’idea di società che rischia di trasformare le nostre città e le loro periferie nei luoghi dell’esclusione. Bisogna far crescere una capacità di cambiamento radicale delle politiche riguardanti la gestione dei rifiuti e il sistema energetico. Con al centro la massima efficienza nell’uso delle risorse e l’uso delle fonti rinnovabili. Superando la logica dei megaimpianti distruttivi dei territori, del clima e delle risorse in via di esaurimento. E’ fondamentale sostenere una forte ripresa del movimento antinuclearista che respinga la velleitaria politica del
governo in campo energetico.
7.. contrastare tutte le tentazioni autoritarie volte a negare o limitare fondamentali libertà democratiche e civili, a partire dalle scelte del governo dai temi della giustizia, della comunicazione e della libertà di stampa. O in tema di legge elettorale mettendo in questione diritti costituzionali di associazione e di rappresentanza. Si tratta anche di affermare una cultura della legalità contro le tendenze a garantire l’immunità dei forti con leggi ad personam e a criminalizzare i deboli.
Per queste ragioni e con questi obiettivi vogliamo costruire insieme un percorso che dia voce ad un’opposizione efficace, che superi la delusione provocata in tanti dal fallimento del Governo Prodi e dalla contemporanea sconfitta della sinistra, e raccolga risorse e proposte per questo paese in affanno. L’attuale minoranza parlamentare non è certo in grado di svolgere
questo compito, e comunque non da sola, animata com’è da pulsioni consociative sul piano delle riforme istituzionali, e su alcuni aspetti delle politiche economiche e sociali (come tanti imbarazzati silenzi dimostrano, dal caso Alitalia all’attacco a cui è sottoposta la scuola,
dalla militarizzazione della gestione dei rifiuti campani alle ordinanze di tante amministrazioni locali lesive degli stessi principi costituzionali).
Bisogna invece sapere cogliere il carattere sistematico dell’offensiva condotta dalle destre, sia sul terreno democratico, che su quelli civile e sociale, per potere generare un’opposizione politica e sociale che abbia l’ambizione di sconfiggere il Governo Berlusconi. Quindi, proponiamo una
mobilitazione a sinistra, per “fare insieme”, al fine di suscitare un fronte largo di opposizione che, pur in presenza di diverse prospettive di movimenti partiti, associazioni, comitati e singoli, sappia contribuire a contrastare in modo efficace le politiche di questo governo.
Al tal fine proponiamo la convocazione per il 11 ottobre di un’iniziativa di massa, pubblica e unitaria, rivolgendoci a tutte le forze politiche, sociali e culturali della sinistra e chiedendo a ognuna di esse di concorrere a un’iniziativa che non sia di una parte sola. Il nostro intento è contribuire all’avvio di una nuova stagione politica segnata da mobilitazioni, anche territorialmente articolate, sulle singole questioni e sui temi specifici sollevati.

Adesioni al 9 settembre
Anna Picciolini, Bianca Pomeranzi, Maurizio Acerbo, Andrea Agostini, Mario Agostinelli, Vittorio Agnoletto, Andrea Alzetta, Fabio Amato, Bianca Dacomo Annoni, Ciro Argentino, Giorgio Arlorio, Giuseppe Albanese, Stefano G. Azzarà , Andrea Bagni, Rossana Ballino, Paola Baraffi, Imma Barbarossa, Gianni Belloni, Alessandro Biasoli , Bianca Mara, Carlo Baldini, Maria Luisa Boccia, Gabriele Bollini, Elio Bonfanti , Carlo Borriello , Mara Bianca, Benedetta Buccellato, Alberto Burgio, Sergio Bellucci, Gabriele Bollini, Bonadonna Salvatore, Nerina Benuzzi, Maddalena Berrino, Fausto Bertinotti, Stefano Bianchi, Marina Bosco, Giacinto Botti, Augustin Breda, Antonio Bruno, Gloria Buffo, Oriella Busetto, Bianca Bracci Torsi, Paolo Cacciari, Daniele Calli, Maria Campese, Giovanna Capelli, Mauro Cannoni, Antonio Castronovi, Francesca Cavarocchi, Maria Grazia Campus,Sergio Caserta, Wilma Casavecchia, Cesare Chiazza, Elena Canali, Giuseppe Chiarante, Luciana Castellina, Guido Cappelloni, Bruno Ceccarelli, Stefano Ciccone ,Aurelio Crippa, Mario Cena, Luigi Cerini, Gianpiero Ciambotti, Paolo Ciofi, Anna Cotone, Eros Cruccolini, Claudio Cugusi, Rosa Maria Cutrufelli, Sandro Curzi, Flavio Cogo, Luisella De Filippi, Elettra Deiana, Nunzio D’Erme, Dante De Angelis, Loredana De Checchi, Paolo De Nardis , Piero Di Siena, Antonella Del Conte, Walter De Cesaris, Elena Del Grosso, Jose Luis Del Roio, Gemma De Rosa, Valeria Di Blasio, Pippo Di Marca , Mauro Di Marco, Dalma Domeneghini, Ferruccio Danini, Eugenio Donise, Erminia Emprin, Roberta Fantozzi , Pietro Folena, Riccardo Ferraro , Ciccio Ferrara, Eleonora Forenza, Loredana Fraleone, Mercedes Frias , Francesco Francescaglia, Davide Franceschini, Francesca Foti , Matteo Gaddi , Stefano Galieni, Don Gallo, Clara Gallini , Rocco Giacomino, Matteo Gerardo, Alfonso Gianni, Dino Greco, Fosco Giannini, Paul Ginsborg, Franco Giordano, Sergio Giovagnoli, Claudio Grassi, Cristina Grandi, Heidi Giuliani, Chiara Giunti, Alfiero Grandi, Giuseppe Gonnella, Celeste Grossi, Rita Guglielmetti, Paolo Halacia, Margherita Hack, Giuseppe Joannas, Igor Kocijancic, Pietro Ingrao, Donata Ingrilli , Beniamino Lami , Antonio Lareno, Rita Lavaggi, Gigi Livio, Salvatore Lihygm, Mirko Lombardi, Roberto Latella, Umberto Lauren, Piero Leonesio, Carlo Leoni, Orazio Licandro, Lia Losa , Salvatore Lihard , Dora Maffezzoli, Ramon Mantovani, Laura Marchetti, Gerardo Marletto, Graziella Mascia, Roberto Mastroianni, Corrado Mauceri, Filippo Miraglia, Sergio Mirimao, Citto Maselli, Giorgio Mele, Paolo Menichetti, Lidia Menapace, Gennaro Migliore , Gianni Minà, Siliano Mollitti, Mario Monicelli, Valerio Monteventi, Giorgio Molin, Emilio Molinari, Andrea Morniroli, Andrea Montagni , Sandro Morelli, Roberto Musacchio , Gianni Naggi, Amalia Navoni , Fabrizio Nizi , Simone Oggionni, Andrea Occhipinti, Franco Ottaviano , Manuela Palermi , Mario Palermo , Gianni Palumbo, Simona Panzino, Luigi Pegolo, Elisabetta Piccolotti , Silvana Pisa, Francesco Piobbichi, Marina Pivetta, Giuseppe Prestipino, Giovanni Prezioso, Ciro Pesacane, Renata Puleo , Carla Ravaioli, Luigi Regolo, Fausto Razzi , Simona Ricotti, Tiziano Rinaldini , Giorgio Riolo , Anna Maria Riviello, Mino Ronzitti, Rossano Rossi, Giovanni Russo Spena , Francesco Saccomano, Mario Sai , Don Roberto Sardelli, Antonia Sani, Pino Sgobio , Ersilia Salvato, Pasquale Scimeca , Arturo Scotto , Luigi Servo, Anita Sonego, Claudia Sacconi, Raffaele Salinari, Consiglia Salvino, Davide Scagliante, Paola Scarnati, Aldo Semeraro, Patrizia Sentinelli,Antonio Sgrò, Graziella Silipo, Massimiliano Smeriglio, Niko Somma, Gabriella Stramaccioni, Maria Luisa Severi, Bruno Steri, Gigi Sullo, Luigi Tamburino , Federico Tommasello, Patrizio Tonon, Massimo Torelli, Stefano Tassinari, Aldo Tortorella , Sergio Tosini, Luca Trevisan, Mauro Valiani, Mauro Vannoni , Fulvio Vassallo Paleologo, Benedetto Vertecchi, Nichi Vendola, Jacopo Venier, Pasquale Voza, Sergio Zampini, Renato Zanoli, Maurizio Zipponi, Angelo Zola, Katia Zanotti

martedì, novembre 06, 2007

Venerdì 9 Novembre - Sciopero generale e generalizzato



Contro la precarietà e il "pacchetto welfare" imposto da governo, sindacati confederali e confindustria





Il 9 novembre è stato indetto uno sciopero generale e generalizzato contro la precarietà e il "pacchetto welfare" imposto da governo sindacati confederali e confindustria.Appare ormai quasi superfluo ricordare come la precarietà sia fino in fondo una questione sociale. Gli esempi concreti di precarietà, affiorano sempre più da ciò che in senso capitalistatico si definisce "organizzazione del lavoro", con moltissime tipologie di lavoratori e lavoratrici sfruttati in base a contratti che rendono la flessibilità molto utile ai padroni, terribile per chi deve portare a casa uno stipendio per vivere. Il governo di centrosinistra, in tutte le sue componenti, è responsabile non solo della conferma dei cardini della legge 30, ma anche di un evidente generale peggioramento delle condizioni di vita e lavoro per milioni di persone.Ma la precarietà, è divenuta una condizione generale imposta a tutti: a chi lavora in fabbrica, con contratti a tempo determinato, ma con salari da fame, turni massacranti e con la prospettiva di pensioni ridicole.A chi è anziano e non riesce ad arrivare a fine mese con la minima sociale che somiglia più alla carità che a un diritto.A chi studia, e per pagarsi l’università deve lavorare in nero, a intermittenza, a chiamata.
Se un tempo si diceva che la fabbrica modellava il ritmo della vita, l’aspetto delle città, la conformazione dei diritti e le modalità con cui si poteva accedervi, oggi è la precarietà a costruire la nuova fabbrica, che è diventata sociale e diffusa.Essa si estende territorialmente in città e metropoli, e tenta di piegare alle logiche del neoliberismo ogni attimo della nostra vita.Comparti di questa fabbrica sono anche i territori devastati dalle grandi opere, o sequestrati dalle servitù militari. Oppure trasformati in grandi discariche dannose alla salute.Isole produttive della fabbrica della precarietà sono i Centri di detenzione per migranti, dove la gente è anche costretta ad uccidersi.
Per tutti questi motivi in svariate città italiane lo sciopero generale indetto dal sindacalismo di base per venerdì 9 novembre assume un carattere di generalizzazione con parole d’ordine comuni:

  • Contro la precarietà, per il reddito per tutt@
  • Contro la militarizzazione dei territori e le grandi opere, per la salvaguardia dei beni comuni
  • Contro la criminalizzazione di chi lotta, per un altro mondo possibile
  • Contro chi vuole farci lavorare per tutta la vita
  • Per il diritto alla mobilità e per la libera circolazione di ogni essere umano

L'appuntamento è:

Potenza Presidio alla Regione ore 9,30

lunedì, ottobre 22, 2007

Il milione

Fonti attendibili dicono che a chiedere al governo, ai politici BASTA ALLA PRECARIETA', PACE, EQUITA' SOCIALE, LAICITA' ,o per dirla meglio semplicemente il rispetto del programma, eravamo 1 MILIONE!!!
11 i pulmann partiti dalla Basilicata, centinaia dal resto d'Italia, altrettanti i treni speciali, più una nave dalla Sardegna...
Immensa, pacifica, allegra la marea ROSSA che ha invaso le strade di Roma, stragrande maggioranza di giovani; NON DELUDIAMOCI!!!!

Per guardare alcune foto della manifestazione clicca qui.

giovedì, ottobre 04, 2007

20 Ottobre: diamogli una scossa!


Nasce il blog-coordinamento per quanti, dalla Lucania, vorranno raggiungere Roma in occasione della manifestazione del 20 Ottobre.
Vai su: www.manifestiamoci.blogspot.com