altratella.it, che fare?

Abbiamo lanciato l'hashtag #altratellachefare? per decidere insieme cosa può essere domani questo (non-) luogo e spazio. PARTECIPA ANCHE TU! Leggi tutto

La discarica di Atella nel disastro rifiuti lucano

Un'interessantissima video-inchiesta sui rifiuti e il loro smaltimento, analizzando la questione e i suoi sviluppi nell'area del Vulture. E in quest'area ricade anche la discarica di Atella di località Cafaro, discarica che rientra a pieno titolo nell'enorme business legato allo smaltimento dei rifiuti. Leggi tutto

AAA acque minerali lucane in svendita

Nell'anno 2012 la regione Basilicata ha introitato la ridicola cifra di 323.464 euro dai canoni per l'imbottigliamento delle acque minerali, se si applicasse un canone equo (come suggerito dagli autori della ricerca) di 10 euro/mc la nostra regione incasserebbe 9,2 milioni di euro. Leggi tutto

Il tuo voto ad un uomo così

"Amico mio, chissà quante volte tu hai dato il tuo voto, ad un uomo poli­tico così, cioè corrotto, ignorante e stupido, sol perché una volta insedia­to al posto di potere egli ti poteva ga­rantire una raccomandazione, la pro­mozione ad un concorso, l’assunzione di un tuo parente, una licenza edilizia di sgarro.
Così facendo tu e milioni di altri cittadini italiani avete riempito i par­lamenti e le assemblee regionali e co­munali degli uomini peggiori, spiri­tualmente più laidi, più disponibili alla truffa civile, più dannosi alla so­cietà.
Di tutto quello che accade oggi in questa nazione, la prima e maggiore colpa è tua".

Giuseppe Fava detto Pippo (1925 - 1984)

venerdì, ottobre 12, 2012

Le spese del consiglio regionale della Basilicata

11.180.246,70 euro. Questa è il totale previsto per l'esercizio finanziario 2012 "...DELLE USCITE DEL BILANCIO ANNUALE DI PREVISIONE DEL CONSIGLIO REGIONALE STANZIAMENTI DI SPESA PER IL FUNZIONAMENTO DEGLI ORGANI DEL CONSIGLIO REGIONALE" così come mostrato nel documento ufficiale rilasciato dalla regione Basilicata nella sezione "Trasparenza, valutazione e merito" del sito istituzionale.

Nel 2011 ogni lucano ha sborsato 33,73 euro per pagare il funzionamento degli organi costituzionali regionali contro i 120 euro dei valdostani (i più vessati) e i 3,72 euro a testa per i residenti nella regione Puglia (la meno costosa per spesa pro capite), mentre per studi e consulenze della regione ogni lucano ha pagato 29 euro come dall'elaborazione del Sole 24 Ore.

Le voci principali nel bilancio di previsione del 2012 sono rappresentate da:
  • Spese per rimborso agli ex Consiglieri Regionali dei contributi versati € 3.010.000,00
  • Indennità di carica Consiglieri € 2.850.000,00
  • Diaria a titolo di rimborso spese Consiglieri € 1.183.969,08
Proprio spulciando quest'ultima voce relativa al 2011 in merito ai rimborsi di segreteria e rappresentanza ai consiglieri regionali e ai 4 assessori esterni della regione Basilicata saltano all'occhio alcune cifre e il relativo consigliere/assessore che ne ha chiesto il rimborso.

Gianni Rosa del Partito delle Libertà si è avvalso di collaboratori esterni con una spesa di 30.874,08 euro, 30.202,22 per l'assessore esterno Rosa Gentile, mentre Gennario Straziuso (Pd), Vincenzo Edoardo Viti (Pd) e Roberto Falotico (PLB) non hanno sostenuto alcuna spesa per collaboratori esterni.
Nicola Benedetto dell'Italia dei Valori ha speso ben 14.000 euro tonde tonde di consulenze.
Ha viaggiato molto e speso moltissimo il consigliere del Pdl Nicola Pagliuca chiedendo un rimborso per spese di viaggio pari a € 24.340,30, mentre il suo collega di partito, Franco Carmelo Mattia, ha dormito spesso fuori casa, con un rimborso per spese di pernottamento pari a € 3.844,70.
25.133,00 euro di rimborso per spese di ristorazione per il consigliere regionale del Partito Democratico Vincenzo Edoardo Viti a cui si vanno a sommare 7.288,72 euro di spese per materiale di consumo (il più spendaccione anche in cancelleria!). Bollente la cornetta per il consigliere dei Popolari Uniti Luigi Scaglione con 5.907,45 euro di spese telefoniche. E compagnia cantando...

Visti i risultati dell'azione politica regionale (maggioranza ed opposizione) non proprio entusiasmanti e i tempi di crisi economica si auspica che i consiglieri spendano con maggiore sobrietà in futuro.

Alessandro Pietropinto

giovedì, settembre 20, 2012

Piantagione sperimentale di canapa ad Atella

La prima in Basilicata. Siamo andati a fargli visita, nella prima campagna immediatamente fuori dal centro abitato di Atella, a pochi passi dalla torre angioina, nella masseria Pace. A curarla è Ferdinando Coviello, giovane atellano che, armato di pazienza e volontà, documentato sulla legislazione vigente e sulle tecniche di coltivazione, ha seminato, seguito la crescita ed ora si appresta alla raccolta nella prima piantagione sperimentale di canapa (tipologia Carmagnola) di tutta la regione.

La coltivazione della canapa in Italia ha rappresentato, fino alla metà del secolo scorso, un importante settore produttivo con migliaia di addetti, i cui derivati hanno fatto (e continuano a fare) la storia. Poi il proibizionismo ha messo la parola fine a questa pianta dalle mille applicazioni in campo alimentare, tessile, edile, etc...
Oggi, tra mille difficoltà, diverse realtà in Italia stanno provando a riscoprire questa coltura. Ci sta provando anche Ferdinando e, nel video seguente, ci spiega meglio i suoi progetti.
Alessandro Pietropinto


sabato, agosto 25, 2012

Report della presentazione di "Trivelle d'Italia"

Di seguito un breve report della serata di presentazione del libro del giornalista Pietro Dommarco, "Trivelle d'Italia", tenutasi ad Atella lo scorso 21 Agosto. Un appassionante sunto dell'iniziativa per mano dell'altrettanto appassionato attivista dell'Organizzazione Lucana Ambientalista, Vito L'Erario.

Ebbene si, alla fine ho deciso di scrivere qualcosa dopo la presentazione del libro "Trivelle d'Italia" dell'amico Pietro Dommarco (Altreconomia edizioni) che si è tenuta lo scorso 21 agosto ad Atella (Pz), una piccola cittadina alle porte del Vulture.

Prima di tutto, per me è stata sicuramente un'occasione d'oro per farmi conoscere meglio, visto che ad Atella ci lavoro. Un paese strano, Atella, un paese dove in questi anni mi è successo l'inverosimile, un paese dalle mille contraddizioni. 

Sedere tra i relatori, in quel posto - per me un posto di "penitenza" in virtù delle poco chiare condizioni lavorative - è stato motivo di grande soddisfazione, io che sono abituato ad adattarmi, io che cerco nel mio piccolo di essere umile e disponibile con tutti, a patto che non scopro pugnalatori di mestiere. Ma questa è un'altra storia.


Insomma, quel 21 agosto lo ricorderò per sempre.


Dicevo, quindi, che in quella presentazione ero tra i relatori assieme ad Angelo Petrino (associazione "gap-idee in divergenza" di Atella), al moderatore Lorenzo Lupo (presidente del circolo culturale "La Torre" di Atella), e all'autore del testo Pietro Dommarco.

In sala una cinquantina di persone, più o meno, di varia "natura", ma nessun amministratore locale (a parte i soliti informatori-spioni o presunti "mazzieri").


Ma ora vorrei parlare del libro, di quello che ho cercato di dire per dare notizie in più in una realtà difficile, come quella di Atella, in cui il fenomeno dell'alcolismo (associato ad un grande disagio sociale) lo vedi ad occhi nudi, come in molti altri piccoli e medi centri del Vulture, e non solo.


Parlare di cultura, anche se questa volta di nicchia (petrolio e affini) fa sempre bene. Ecco perchè il libro di Pietro ad Atella, secondo il mio punto di vista, è stata una grande occasione per informarsi, confrontarsi, riflettere seriamente su quanto sta accadendo in materia mineraria nella nostra Italia e nella nostra piccola e "povera" Basilicata.
Trivelle d'Italia per me è un insieme di keywords (parole di ricerca) in cui trovi storie e analisi puntuali che ti fanno riflettere: la saggezza del topolino, estrarre petrolio costa meno di un vasetto di yogurt, Sicilia bedda, "sentieri" mortali, le giubbe rosse...e così via. Finestre aperte ad una discussione reale e non fantastica, anche da un punto di vista sociologico: di come cambiano i territori, di come cambiamo per via del Re Fossile.

Questo libro per me deve essere una sorta di apripista, un sentiero da tracciare, un'opera non esaustiva perchè sul petrolio ci sarebbe tanto da scrivere. Poi, se qualcuno si permette di blaterare che questo libro è copiato, allora significa due cose: 1. il libro non l'ha letto; 2. pura gelosia associata alla smania di protagonismo. Già. Chi legge capirà.
Trivelle d'Italia è quindi un'opera "incompiuta", ma questo l'autore lo sa. Traccia argomenti, li approfondisce intelligentemente, ma lascia spazio ad altre scritture, future. Pietro racconta storie di rifiuti petroliferi, di royalties, di benzina, di inquinamento delle matrici ambientali, di off-shore, dell'hub energetico e della nuova frontiera dello "Shale-Gas". Tutti argomenti trattati e descritti con somma conoscenza dei fatti, perchè Pietro è anche un'attivista militante impegnato da sempre.
 
Questo libro è da tenere nella propria libreria con gelosia, consultarlo periodicamente per costruirsi una base culturale solida, prima di avventurarsi in tematiche così difficili e impegnative come il petrolio nostrano. 
Concludo ringraziando Alessandro Pietropinto, le due associazioni organizzatrici dell'evento, e quei cittadini che hanno dedicato due ore del proprio tempo ad ascoltarci. Chiaramente un sentito grazie a Pietro Dommarco che ha creduto in me.

Trivelle d'Italia di Pietro Dommarco (Altreconomia edizioni)

Tratto da Il cobra senza occhiali

mercoledì, agosto 15, 2012

"Trivelle d'Italia", presentazione ad Atella il 21 Agosto

L'associazione "gap - Idee in divergenza" in collaborazione con il circolo culturale La Torre, organizza per il giorno 21 luglio, ore 18:30, presso la biblioteca comunale di Atella, la presentazione del libro del giornalista lucano di Altreconomia Pietro Dommarco "Trivelle d'Italia". Perché il nostro Paese è un paradiso per petrolieri / Altreconomia edizioni (2012) / di Pietro Dommarco. Con la prefazione di Mario Tozzi. 
Sito web del libro
L'argomento - di estrema attualità - abbraccia temi che vanno dalla tutela ambientale all'economia, alla sostenibilità, ecco perchè sarà l'occasione anche per dibattere di temi così importanti.

Descrizione
Il Bel Paese è oggi un gruviera crivellato da 1000 e più buchi, alla ricerca di greggio e gas. In Italia le compagnie pagano royalties basse. Le mani dei petrolieri sono sporche di greggio, ma libere. Libere di perforare la terra e i fondali marini italiani, con bassi costi e con l’avallo di leggi “tolleranti”.

Nel nostro Paese, infatti, le “percentuali di compensazione ambientale” sono tra le pi

ù basse al mondo: per questo oggi sono centinaia le concessioni e più di 1000 i pozzi produttivi in Italia, tra terraferma e mare. “Trivelle d’Italia” racconta questo “buco” nel cuore, che ha portato pochi vantaggi ai territori, poca occupazione e infiniti lutti, per i lavoratori e per l’ambiente.

Un’analisi che scende in profondità e percorre numeri e storie dei piccoli Texas italiani, dalla Basilicata alla Pianura padana, dal mare della Sicilia a Porto Marghera, tra amministrazioni compiacenti e rifiuti tossici. Un vero “libro nero”.